“Verba volant, scripta manent”

Chiude con un grande successo la rassegna che porta gli archivi storici e la memoria dei Cimini tra scuole e cittadinanza Si conclude con un bilancio straordinariamente positivo la seconda…
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"Verba volant, scripta manent"

Chiude con un grande successo la rassegna che porta gli archivi storici e la memoria dei Cimini tra scuole e cittadinanza

Si conclude con un bilancio straordinariamente positivo la seconda edizione del ciclo di conferenze storiche “Verba Volant, Scripta Manent – L’importanza degli Archivi Storici Comunali”, un’iniziativa che ha saputo riaccendere l’attenzione del pubblico e dei giovani sui preziosi giacimenti documentari custoditi nei Comuni di Vetralla, Canepina, Gallese e Oriolo Romano. Il progetto, promosso dalla Comunità Montana dei Cimini e dal SISC Area Etrusco Cimina, ha goduto del contributo della Regione Lazio nell’ambito dell’avviso pubblico “La cultura fa sistema 2025”, ed è stato curato dall’associazione Human Connection APS.

L’intera rassegna ha visto lo svolgimento di ben nove incontri complessivi, capaci di alternare con efficacia le sessioni mattutine pensate per le scuole secondarie di primo grado alle conferenze pomeridiane destinate alla cittadinanza, ospitate in cornici di grande fascino come musei, sale civiche, biblioteche e luoghi di culto. Sotto la regia dello storico dell’arte Luca Della Rocca, la rassegna non si è limitata alla semplice celebrazione del passato, ma si è trasformata in un vero e proprio volano per la ricerca scientifica e per la riscoperta di storie e tradizioni locali di notevole interesse.

La tappa di apertura a Vetralla ha offerto un percorso d’approfondimento intenso e partecipato, incentrato sulla conferenza “Lo Sposalizio dell’Albero fra storia e leggenda popolare”, condotta dall’esperto in conservazione dei beni culturali, storico e narratore di comunità Andrea Natali. Sia durante gli incontri mattutini con le classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’I.C. “Andrea Scriattoli” (dei plessi di Vetralla e di Cura di Vetralla), sia nel successivo appuntamento pomeridiano aperto alla cittadinanza presso la Biblioteca Comunale “Alessandro Pistella”, il relatore ha guidato il pubblico alla scoperta delle vere origini di questa celebre tradizione. Grazie all’esame rigoroso dei documenti d’archivio — tra cui la bolla di papa Eugenio IV del 1432, i carteggi sulle secolari dispute di confine con Viterbo e gli atti di possesso dal XIV al XIX secolo — è stato possibile sfatare la credenza popolare secondo cui Vetralla avrebbe perso i boschi di Monte Fogliano a favore di Viterbo in caso di mancata celebrazione del rito, dimostrando come esso sia nato piuttosto per rafforzare l’identità civica e la tutela collettiva del patrimonio naturale. L’evento vetrallese si è arricchito dell’intervento istituzionale del Sindaco Sandrino Aquilani, che ha condiviso la propria esperienza amministrativa con gli studenti, e dei saluti dell’Assessore al patrimonio Mauro Di Gregori.

A Canepina, l’impulso della rassegna ha spinto il consigliere delegato alla Cultura, il Prof. Enrico Pelliccioni, a immergersi tra i documenti dell’Archivio Storico Comunale per riportare alla luce un affascinante spaccato di storia sociale dell’Ottocento. Dalle carte d’archivio è riemersa infatti la vicenda coraggiosa di un gruppo di donne canepinesi che, durante la Restaurazione, sfidarono le rigide normative dell’epoca e il monopolio del forno pubblico per produrre e vendere pane clandestinamente, garantendo così la sussistenza delle proprie famiglie. Un momento di profonda riflessione valorizzato dall’intervento dell’Assessora all’Istruzione Manuela Benedetti che ha ribadito come la salvaguardia dei documenti storici costituisca un bene comune indissolubile e un’impagabile risorsa didattica per l’intera comunità.

A Gallese, il senso di appartenenza e la memoria collettiva hanno raggiunto il momento di massimo pathos con la rievocazione delle radici della musica popolare e della Banda Musicale cittadina. L’evento ha reso tangibile lo straordinario lavoro condotto sulle carte d’archivio, capace di intrecciare la storia istituzionale con la vita quotidiana della popolazione attraverso brani della tradizione come la Pasquarella, il Canto del Patrono e la Sveglia. La serata ha registrato un grande successo di pubblico grazie alla straordinaria conduzione del Maestro Gabriele Campioni, direttore della Banda, e di Giorgio Ridolfi, presidente dell’Associazione “Marco Spoletini”, che hanno alternato la narrazione storica alle coinvolgenti esecuzioni dal vivo della Banda Musicale Città di Gallese e della Corale Polifonica “Teofilo Gargari”. L’appuntamento ha visto la presenza attenta e partecipe delle istituzioni civiche, con i saluti del Sindaco Danilo Piersanti, che ha sottolineato la forza del far rete tra i diciassette Comuni del territorio cimino, e dell’Assessore alla Cultura Amedoro Latini, il quale ha rimarcato la centralità dell’Archivio Comunale nella preservazione delle radici locali.

Infine, la tappa di Oriolo Romano si è articolata in due momenti di grande partecipazione tra scuola e chiesa. Nel corso della conferenza tenutasi nella Chiesa Parrocchiale di San Giorgio Martire, aperta dai saluti di Don Giorgio Polleggioni sul valore del ritrovarsi per coltivare le proprie radici spirituali e comunitarie, la relatrice Dott.ssa Brunella Bassetti ha portato alla scoperta del corredo devozionale della Madonna della Stella, arricchito dai manti donati dalle principesse Altieri. I presenti hanno potuto ammirare il guardaroba della Vergine, allestito per l’occasione. Il percorso ad Oriolo Romano si è poi concluso nell’aula scolastica, dove la Dott.ssa Bassetti ha mostrato agli studenti come i documenti storici siano a tutti gli effetti mappe del tesoro da decifrare, ricostruendo le origini delle feste popolari dalla fondazione ad opera di Giorgio III Santacroce nel 1560 fino alla secolare tradizione della vestizione della statua.

Il coinvolgimento diretto e caloroso delle nuove generazioni ha rappresentato un momento fondamentale di “Verba Volant, Scripta Manent”, dimostrando come l’esplorazione fisica dei luoghi della cultura — dai musei agli archivi fino alle biblioteche — possa trasformare la storia locale in un patrimonio vivo, dinamico e aperto al futuro.

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Redazione Occhio Viterbese
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