Si è conclusa la quinta edizione del festival che ha animato il borgo di San Martino al Cimino. Tra grandi ospiti, teatro, musica e valorizzazione storica, la rassegna conferma il ruolo della cultura come leva di crescita e rilancio per il territorio.
Si è conclusa con grande successo la quinta edizione del Festival “Acrobazie Letterarie” (dal 1° agosto al 12 settembre) promosso dall’associazione Human Connection APS con la direzione artistica di Giulia Marchetti e il contributo finanziario del Comune di Viterbo e della Fondazione Carivit. Attraverso una programmazione articolata tra letteratura, teatro, musica, storia, natura ed enogastronomia, ogni singolo evento ha registrato una grande partecipazione di pubblico, dimostrando come la continuità e la qualità culturale possano trasformarsi in uno strumento concreto di promozione locale, riscoperta dei luoghi e coesione per la comunità.
La rassegna ha scelto di valorizzare l’intero patrimonio del borgo, toccando l’ex chiostro e il sagrato dell’Abbazia Cistercense, il giardino della Chiesa Nuova, la Terrazza del Balletti Park Hotel e Piazza Mariano Buratti con l’enogastronomia e i laboratori per bambini di Human Lab. Un’attenzione particolare è stata riservata all’omaggio per l’VIII centenario della consacrazione dell’Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino (1225-2025). Tra i momenti di maggior rilievo, l’incantevole cornice del sagrato ha ospitato S.Em.za Rev.ma Card. Fernando Filoni che ha portato un dialogo di pace e la sua testimonianza di esperienze diplomatiche al servizio dell’umanità.
A questa fondamentale ricorrenza si sono legati numerosi altri appuntamenti di valore: dall’imponente concerto dell’Orchestra Giovanile della Magna Grecia – Città di Taranto, all’incontro con François Vayne, giornalista e scrittore legato alla Santa Sede, moderato dalla giornalista di Radio Vaticana Marina Tomarro. Il rigore scientifico e divulgativo è stato garantito da conferenze storiche a cura di vari studiosi e dal coinvolgimento dell’Associazione Italiana Siti e Abbazie Cistercensi (AISAC), giunta con una delegazione da Morimondo e dall’Università di Parma. A completare il quadro commemorativo sono state le suggestive aperture straordinarie in notturna dell’Abbazia e il pellegrinaggio sulla Via Francigena, organizzato in collaborazione con il CAI di Viterbo, che ha condotto i partecipanti dal Palazzo dei Papi fino all’Abbazia di San Martino.
Questa quinta edizione ha fatto della condivisione delle idee e della coprogettazione il proprio tratto distintivo, stringendo forti sinergie con il tessuto associativo. La collaborazione con Tuscia in Jazz for SLA ha coniugato musica e libri per una causa di impegno sociale attraverso l’esibizione di Jonis Bascir e Fabio Zeppetella. La sinergia con l’Associazione Ciclistica Viterbese ha invece fatto da cornice alla performance “Sui pedali” di Fabio Genovesi, uno degli ospiti punta del festival, mentre l’Associazione Borromina ha messo scena le atmosfere del Principato di Donna Olimpia Maidalchini Pamphilj grazie alla rievocazione storica teatralizzata in costume d’epoca.
Il palinsesto ha saputo bilanciare con misura autorevolezza e innovazione. Si sono alternati saggisti e politologi del panorama nazionale come Alessandro Campi e Sergio Rizzo, scrittori esordienti come Riccardo Azzali e Giulio T. Curti, e presenze ormai storiche della rassegna come Claudio Giovanardi e Massimo Roscia con le loro acrobazie linguistiche. La riflessione civile ha trovato spazio con lo spettacolo “La foto del carabiniere. La vera storia di Salvo D’Acquisto” di e con Claudio Boccaccini.
Il festival ha infine spento i riflettori con una sezione speciale dedicata alla valorizzazione della Chiesa del SS.mo Nome di Maria, nota a tutti come Chiesa Nuova. Un ciclo di incontri notturni ha permesso di riscoprire la storia di questo piccolo e grazioso complesso, offrendo al pubblico l’opportunità di assistere a conferenze nel giardino curate dagli storici Andrea Natali, Elisabetta Gnignera e Colombo Bastianelli.
Realizzato anche con il sostegno della Banca Lazio Nord e di altri partner locali, il festival si chiude posizionando San Martino al Cimino come punto focale per lo sviluppo e il rafforzamento culturale dell’intera Tuscia.
