Una vera debacle in questo 2025 per i prodotti di punta della Tuscia agricola.
Non bastava la riduzione del 70% della produzione olivicola.
Anche le aziende corilicole, già reduci da un 2024 disastroso, quest’anno hanno dovuto raccogliere le briciole, con un calo di produzione del 50% ed una qualità piuttosto bassa, soprattutto a causa della cimice asiatica.
È solo colpa dei cambiamenti climatici? Si tratta soltanto di stagioni negative, o forse ci sono responsabilità da parte di quanti sono chiamati a pensare, governare e valorizzare le filiere produttive?
Luca Torelli

