
Un saggio narrato, ardente e controcorrente, che dà voce a donne straordinarie che hanno reso grande l’Italia, tra primato ed eccellenza. Pagine che scavano nella storia per rendere il giusto tributo a figure femminili il cui successo è frutto di talento e determinazione. Attraverso dieci secoli di nomi da imprimere nella memoria collettiva, l’autore traccia un ritratto potente di donne che hanno vissuto in una parità autentica evitando le trappole ideologiche del presente. Storie di identità integre e lucenti, per elevare la memoria storica del nostro Paese e riscoprire esempi capaci di fecondare il futuro. Un viaggio tra racconto e riflessione, oltre la biografia, verso un’idea di libertà che è partecipazione e non mera rivendicazione. Tra le pagine il racconto di figure meno note ma fondamentali per la nostra storia, come Anna Maria Luisa de’Medici, Marzia degli Ubaldini, Properzia de’Rossi e altre, rilette con cura narrativa, per un omaggio non fine a sé stesso, ma che vuole creare dibattito e che attraversa temi complessi, dall’arte, a Dio e al sacro, passando per l’attualità, nella volontà di costruire una leva di riflessione sulle loro vite e sul mondo femminile, nel tentativo di cogliere e diffondere l’eredità di queste donne sovrane di sé stesse.
Questo il senso più profondo di Rivoluzionarie. Storie di grandi donne per una grande Italia, edito da Edizioni Archeoares, il nuovo libro di Emanuele Ricucci, in libreria dal 2 aprile 2025, con la prefazione di Lucia Esposito, giornalista, capo della redazione Cultura del quotidiano Libero e scrittrice.
Proprio nell’introduzione si legge: “Ricucci setaccia la storia come un cercatore di pepite d’oro e seleziona sette vite, le strappa dall’oblio e le restituisce al lettore levigate e lucenti, eliminando le incrostazioni dei secoli e la polvere della dimenticanza. Chi sono le rivoluzionarie? Per Hannah Arendt (altra donna straordinaria) una rivoluzione può definirsi tale se segna un nuovo inizio e certamente le eroine scelte da Ricucci hanno rappresentato, ciascuna nel proprio ambito, una svolta nella storia dell’emancipazione femminile. Camminando controcorrente hanno provato a riscrivere i codici di una società che le condannava ad essere mero ornamento. Grazie ai loro temperamenti ardimentosi, ai loro talenti mai silenziati – spesso incoraggiati da uomini, padri, mariti e maestri illuminati – hanno dato lustro e orgoglio all’Italia”.
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Emanuele Ricucci nato a Roma nel 1987, scrive di cultura per Libero Quotidiano, già assistente e collaboratore parlamentare di Vittorio Sgarbi, nello staff dei collaboratori tecnici di Marcello Veneziani e consulente per la comunicazione del Gruppo Misto Camera dei deputati. È autore di satira ed è stato caporedattore de Il Giornale OFF, approfondimento culturale de Il Giornale. Ha scritto, tra gli altri, per Il Tempo e Candido, mensile fondato nel 1945 da Giovannino Guareschi, e in alcune riviste del settore politico e culturale. Comunicatore e conferenziere, ha collaborato a numerose pubblicazioni. È autore di diversi saggi, tra cui Diario del Ritorno (prefazione di Marcello Veneziani), Il coraggio di essere ultraitaliani. Manifesto per una orgogliosa difesa dell’identità nazionale (scritto con Antonio Rapisarda e Guerino Nuccio Bovalino), La Satira è una cosa seria, Torniamo Uomini. Contro chi ci vuole schiavi, per tornare sovrani di noi stessi – questi ultimi tre prodotti e distribuiti in allegato con il quotidiano Il Giornale – Contro la folla. Il tempo degli uomini sovrani (prefazione di Vittorio Sgarbi) e Indecenti. Uomini e donne oltre il politicamente corretto: per una rinascita antropologica e spirituale. Dal 2015 scrive anche sul blog personale Contraerea su ilgiornale.it