
Il Comune ribadisce il no alla proposta di legge della Regione e indica l’accorpamento più adeguato. Presto un documento condiviso da maggioranza e minoranza
Il Comune di Acquapendente ribadisce la sua contrarietà alla proposta di legge regionale sul riordino delle aree protette del Lazio, in particolare per quanto riguarda l’accorpamento della Riserva Naturale Monte Rufeno con quella della Selva del Lamone e altre aree del territorio e la conseguente uscita dei comuni dalla gestione diretta delle riserve, a beneficio di enti regionali di futura costituzione.
Nell’ultima seduta del consiglio comunale è stata rinviata l’approvazione della mozione in cui si chiede alla Regione Lazio l’istituzione di un parco interregionale che unisca Monte Rufeno all’area protetta umbra Selva di Meana (nel Comune di Allerona), in quanto contigua dal punto di vista territoriale e uniforme in fatto di specie vegetali e animali presenti, a differenza delle aree con cui, nel disegno della Regione, dovrebbe venire accorpata. Il rinvio, richiesto dalla minoranza, è stato accolto nell’intenzione della maggioranza di presentare al prossimo consiglio un documento condiviso sostenuto da tutti i consiglieri.
“La costituzione del Parco interregionale Monte Rufeno-Selva di Meana – spiega la sindaca Alessandra Terrosi – è esplicitata come una priorità della Regione, all’articolo 5 commi 7 e 8 della legge regionale 29/97: se la costituzione di nuovi enti di gestione oggetto della nuova proposta di legge è un’esigenza che nasce dal dover dare attuazione alla già citata legge 29/97, noi facciamo presente che il testo prevede come priorità l’istituzione di parchi interregionali e nello specifico in cima alla lista c’è quello tra Monte Rufeno e Selva di Meana“. Acquapendente chiede quindi di procedere con questa parte della norma e che la gestione rimanga in capo al Comune, così come il Monumento Naturale Bosco del Sasseto, acquistato dallo stesso nel 2018, altrimenti, sottolinea Terrosi, “la conseguenza sarebbe la sottrazione della gestione di queste aree alle comunità locali, che invece vivono da vicino e tutti i giorni il territorio, conoscendone a fondo caratteristiche ed esigenze“.
“Il rinvio dell’approvazione della mozione di maggioranza, con l’intento di raggiungere un testo condiviso, va certamente a beneficio di una più ampia condivisione della problematica e, speriamo, del raggiungimento del risultato finale“, interviene l’assessore all’ambiente Glauco Clementucci.
“Sviluppo sostenibile, conservazione, biodiversità, custodia del paesaggio e conoscenza della natura non sono solo vuoti concetti – conclude Terrosi – ma, al contrario, rappresentano proprio ciò che gli enti gestori e le comunità locali hanno fortemente voluto e che non si sarebbero affermati con altri enti imposti dall’alto, magari lontani dalla possibilità di comprendere come si vive in un’area marginale e interna, in cui avere una riserva naturale costituisce elemento vitale, caratterizzante, arricchente, fonte di scambio. Proseguiamo nella nostra battaglia a tutela del territorio, ringraziando il vice presidente del Consiglio Regionale Enrico Panunzi e il gruppo PD per il lavoro incessante e puntuale su tale fronte e i sindaci della Tuscia che sono al nostro fianco“.