Venerdì 4 aprile, Giuseppe Manfridi ricorda Gadda a “La Biblioteca incontra”

Venerdì 4 aprile alle 17.30, per il primo appuntamento della terza parte della rassegna “La Biblioteca incontra”, Giuseppe Manfridi condurrà un incontro della serie “La memoria” dedicato a Carlo Emilio Gadda e al suo romanzo La cognizione del dolore.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
Giuseppe Manfridi è drammaturgo, romanziere e sceneggiatore. Da anni il suo teatro è costantemente rappresentato in Italia e all’estero. Tra gli allestimenti più pregevoli: Giacomo, il prepotente, nel ’98 al Théatre des Champs-Elisées di Parigi, e Zozòs, allestito nel 2000 al Gate Theatre di Londra con la regia di Peter Hall, e ripreso al Barbican nel 2003. Il critico del Sunday Times ha definito la commedia “La piùdivertente che abbia mai visto”.
La particella; Giacomo, il prepotente; L’osso d’oca; L’orecchio sono state trasmesse da RAI DUE nella serie Palcoscenico. Tra le sue sceneggiature: Ultrà, film che, per la regia di Ricky Tognazzi, ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1991.
Nel 2006 il romanzo Cronache del paesaggio, e, due anni dopo, La cuspide di ghiaccio (entrambi editi da Gremese) sono entrati nella selezione finale del Premio Strega. Nel 2020 il romanzo Anja, la segretaria di Dostoevskij (La Lepre Edizioni) ha vinto il Premio Città di Como. Tutto il suo teatro è in corso di pubblicazione presso La Mongolfiera Editrice.
L’AUTORE
Carlo Emilio Gadda (1893-1973) è stato uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento, noto per la sua scrittura complessa e sperimentale. Iniziò a scrivere negli anni ’20, pubblicando racconti e saggi, ma raggiunse la notorietà solo nel dopoguerra. Tra le sue opere più celebri Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957), un giallo atipico che riflette il caos della realtà attraverso una lingua densa di dialetti e neologismi. Misantropo e profondamente critico nei confronti della società italiana, Gadda visse gli ultimi anni in solitudine, senza mai smettere di analizzare con ironia e amarezza le contraddizioni del mondo moderno.
IL LIBRO
Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore, Adelphi
Un romanzo capitale del Novecento italiano ed europeo. «Forse per la prima e ultima volta nella sua vita, Gadda tenta di scendere alle origini del proprio male. Non si perdona nulla. Non si illude, non si compatisce, non ostenta giustificazioni né colpe immaginarie: contempla con una triste rassegnazione lo spettacolo delle proprie collere e la vanità delle cause cui sembra appassionarsi. Non arretra davanti a nessun particolare, per quanto penoso possa sembrargli; e non è vittima del proprio odio verso di sé. Così non sappiamo se ammirare il coraggio con il quale ha condotto sino in fondo l’analisi o soffrire, insieme a lui, per la terribile piaga che nemmeno la felicità della forma può risanare». (Pietro Citati)
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L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul canale YouTube della Biblioteca consorziale: https://www.youtube.com/@bibliotecaconsorzialeviterbo