
La lettura di Antigone di Sofocle porta sul palco del teatro romano di Ferento Alessandro Haber accompagnato dagli eccelsi Elena Ferrantini, Antigone, Fausto Costantini nel ruolo di Tiresia e Matteo Rizzi nel ruolo di Emone.
Cosa succede quando leggi divine e leggi umane si scontrano? Una giustizia ingiusta e la condanna per “aver onorato la pietà”. L’amore fraterno di Antigone verso il fratello Polinice, meritevole di sepoltura, porta Creonte, re di Tebe, a condannare la ragazza a vivere sola in una grotta, che non resiste e si toglie la vita. Creonte si rende così colpevole della morte anche del proprio figlio, Emone, promesso sposo di Angone e della propria moglie, Euridice.
La solitudine è la ricompensa per il re intransigente e crudele che avrebbe dovuto tenere “più calma la sua lingua e più serena la sua mente”.
Spettacolo particolare, con la regia dello stesso Fausto Costantini e la chitarra di Sasà Flauto,
forse meno accademico di quanto il pubblico si aspettasse, con testo originale interrotto da canzoni cantautorali italiane interpretate da Haber.
Alessia Satta